Arte, tradizioni & artigianato

Sante Cacchiata, il presepiario di Magione

Un presepe iniziato nel 1964 e ampliato di anno in anno, divenendo oggi una meta di attrazione turistica in occasione del Santo Natale

E’ entrato nel circuito "presepiale” della Regione dell’Umbria: l’opera di Sante Cacchiata, magionese, dopo più di cinquant’anni diventa ancor più un punto di forza del Natale nella Magione con vista lago Trasimeno. E dire che l’avventura del presepe partì nel 1964 quando il parroco d’allora, don Alfiero, chiese a dei ragazzi nemmeno decenni, di costruire loro il presepio per la chiesa e tra quei ragazzi c’era anche Sante. Se la prima edizione era stata davvero piccola, il prete, lungimirante, propose un "aggiornamento” continuo della Natività, ogni anno un pezzo in più. Accadde poi che pian piano i ragazzi smisero nell’opera di costruzione delle scene, rimanendo per quelle il solo Sante Cacchiata: lui, ogni anno con tenacia e devozione, l’ha ampliato, costruendo nuovi allestimenti ma anche dei personaggi meccanizzati, per abbellire e dare fascino alla sua opera che si trova nel grande spazio dell’orto adiacente alla chiesa di san Giovanni Battista. Un’altra delle caratteristiche l’aveva determinata don Alfiero, il quale acquistò all’epoca, a Napoli, a San Gregorio Armeno, il gruppo della Capanna: fu una bella spesa ma quella scena rimane ancora oggi al centro dell’intera rappresentazione. Se si potesse dire, Sante Cacchiata è diventato un "presepiaro” perché ne realizzati altri, uno all’interno dell’Università e uno nel Duomo di Perugia. Quello di Magione però rimane il più bello, il più articolato oltreché essere il presepe più visitato.

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